giovedì 29 gennaio 2015

Tesseramento ‪#‎FN2015‬: LIBERI, GIOVANI, DECISI


Forza Nuova a Brescia è un gruppo di studenti e giovani lavoratori che da anni partecipa attivamente alla vita politica cittadina e provinciale, in maniera completamente autofinanziata, per pura passione e assolutamente al di fuori dalla logica dei partiti politici “di sistema”. Il nostro movimento, privo di sponsor e di padroni, vuole rappresentare una possibilità di scelta alternativa, radicale, identitaria che deve rendere conto solo ed esclusivamente ai cittadini bresciani.
Vi aspettiamo:
sabato 31 gennaio, ore 16-19
via Benedetto Croce 21, Brescia
brescia@forzanuova.info

venerdì 16 gennaio 2015

Resoconto della serata di approfondimento sull'acciaieria Stefana e la visuale a livello nazionale


L'incontro di ieri sera sulle acciaierie Stefana, svoltosi nella sede bresciana di Forza Nuova, è servito a prendere coscienza della gravissima situazione dell'azienda (quasi 700 dipendenti e centinaia di milioni di debiti), che ha fermato la produzione nei 4 stabilimenti di Nave-Ospitaletto-Montirone e avviato la pratica di "concordato preventivo con riserva" per il commissariamento.
Non solo: è stata anche l'occasione per affrontare la difficile situazione dell'industria italiana, siderurgica in particolare. Ne facciamo un piccolo sunto:
- ILVA, TARANTO: 12.000 lavoratori, 40% della produzione nazionale dell'acciaio; il governo Renzi pensa di nazionalizzarla "a tempo" per 2-3 anni, risanandone i debiti e rimettendola sul mercato, pronta per la scorpacciata di qualche azienda, magari cinese o indiana: insomma, nazionalizzazione dei debiti e privatizzazione degli utili. Ricordiamo che l'acciaieria si sviluppa nel progetto di fine anni '20 di Beneduce, con la fondazione dell'IRI, e che la cecità di SEL e della FIOM (che in loco ha perso quasi 2/3 dei tesserati) ha portato al disastro ambientale prodotto della gestione Riva, per la cui bonifica servirebbero 2 miliardi di euro.
- TERNI: è lo stabilimento più antico di Italia (sorge nel 1884), nazionalizzato negli anni '20 (Finsider, gruppo IRI), privatizzato verso la fine del secolo e acquistato dai tedeschi della ThissenKrupp, che puntano a consolidarsi in Germania e a lasciare lo stabilimento umbro al proprio destino, firmando la condanna a morte di un'intera cittadina. Ricordiamo che la Corte europea aveva a sua volta bocciato la vendita alla finlandese Outokumpu, interessata ad ampliare l'acciaieria ma bloccata dalle leggi anti-trust di Bruxelles.
- LUCCHINI, PIOMBINO: 4.000 dipendenti; come gli altri stabilimenti, prima nazionalizzata (IRI, Italsider), viene privatizzata nel '92 dalla famiglia Lucchini, passa poi ai Russi della Severstal, che (accolti a braccia aperte dal sindaco del paese alla festa dell'Unità nel 2008) proprio in quell'anno sentono i preavvisi della crisi e lasciano al suo destino lo stabilimento, poi commissariato. Compaiono come squali gli stranieri: dalla tunisina Smc, all'indiana Jindal: viene infine acquistata dal gruppo algerino Cevital.
A questa SVENDITA e decadenza su tutti i fronti della produzione siderurgica nazionale (si salva solo Trieste, con il recente acquisto da parte del gruppo Arvedi di Cremona), si aggiunge la ricaduta che le scelte geopolitiche degli ultimi anni hanno comportato. Oltre alla tassazione tra le più elevate in Europa, a una gestione sindacale fallimentare e a un sistema europeo ultra-liberale, per cui le aziende non possono usufruire di contributi pubblici, si aggiunge infatti il costo dell'ENERGIA.
Dopo la scelta italiana di rinunciare al nucleare, a causa delle sanzioni verso la Russia, il governo di Putin ha deciso di modificare il progetto del gasdotto South-Stream (che nei piani dell'allora governo Berlusconi avrebbe dovuto raggiungere l'Italia), deviandolo verso la Turchia. Nel contempo, con il voltafaccia alla Libia, il nostro governo è riuscito nell'impresa unica nella storia di bombardare il proprio primo partner commerciale, strategico soprattutto per quanto riguarda le fonti energetiche.
L'ITALIA si ritrova così ad avere un costo dell'energia altissimo; acciaierie come l'Ilva, che producono la materia prima, sono a rischio di chiusura con la spettrale conseguenza di importare materia prima dall'estero, perdendo sovranità e rimettendoci economicamente; stabilimenti come Piombino e Terni vengono svenduti e controllati da gruppi privati stranieri. Questi macro-cataclismi si abbattono su aziende medio-grandi come la Stefana di Brescia, che, oltre ai problemi interni che già possono registrare, si ritrovano fardelli di questo tipo a impedire una nuova ripresa della produzione.
Come FORZA NUOVA, consapevoli di trattare un argomento difficile e di grossa portata, proponiamo un'idea nuova di gestione delle aziende, che sia corporativa e compartecipativa, quindi né a monopolio sindacale, né completamente privato; ad esempio, l'idea tedesca per cui i lavoratori eleggono autonomamente alcuni rappresentanti, con voce in capitolo nel Consiglio di Amministrazione, andrebbe presa in seria considerazione anche qui. In una visione più generale, sosteniamo invece un'idea di autarchia e protezionismo europeo, che permetta anche ai governi di intervenire nell'economia e finanziare le proprie aziende in difficoltà, come, senza tante storie, avviene nei liberalissimi USA.
Nel caso specifico, constatato un fallimento palese e gravissimo della gestione aziendale della STEFANA, proporremmo un risanamento della fabbrica che preveda la socializzazione la compartecipazione dei lavoratori, i quali, se fossero d'accordo nella stragrande maggioranza, diventerebbero essi stessi azionisti dell'azienda, beneficiando in maniera reale degli utili e delegando a tecnici specializzati la gestione della stessa.
Niente più lotta tra "sfruttati" e "padroni", niente più privati e multinazionali straniere che giocano con la vita di centinaia o migliaia di famiglie. Utopia? Neanche troppo. Di certo, davanti a disastri economici come questi, che diventeranno inevitabilmente catastrofi sociali, non resteremo ad assistere con le mani in mano.

lunedì 12 gennaio 2015

Brescia: Lega e antagonisti aria fritta, Forza Nuova per le priorità degli italiani


Sabato pomeriggio in città abbiamo assistito a un teatrino infelice: da una parte, la sinistra antagonista ha portato un fatto preoccupante come quello di Parigi sul piano della provocazione a tutti i costi, dimenticando che Brescia in questo senso è una pericolosa polveriera, grazie alle politiche immigrazioniste che essa appoggia.
Dall’altro lato, una stantia e smemorata Lega Nord gridava incontemporanea di “essere Charlie”, voltando le spalle al Front National, contro cui il settimanale francese in questione aveva lanciato una campagna per lo scioglimento del partito negli anni ’90.
Lasciando alla sua sorte questa commedia deprimente, in cui i due sceneggianti sono facce della stessa medaglia, i militanti di Forza Nuova nella serata di domenica hanno continuato la propria campagna per la sicurezza cittadina nellza zona ovest, distribuendo volantini nelle cassette delle lettere dei quartieri S. Anna, Chiusure e Torricella.
Inoltre, il movimento rende noto che giovedì 15 gennaio alle ore 21.30 si terrà, in via Benedetto Croce 21 a Brescia, una conferenza inerente la crisi delle acciaierie Stefana: alcuni dipendenti dell’azienda siderurgica esporranno la situazione che riguarda la sorte dei 700 lavoratori.
Consci che la politica non sia semplice provocazione mediatica, ma costante e concreta attività sul territorio, lasciamo volentieri ai meno propositivi gli insulti sbraitati e l'aria fritta, mentre noi preferiamo, nelle nostre possibilità, lavorare senza clamore per le reali priorità degli italiani.
FORZA NUOVA BRESCIA
Sede: Via Benedetto Croce 21 - Brescia
Tel: 333-5014927
Mail: brescia@forzanuova.info

domenica 11 gennaio 2015

Caso Stefana: incontro con i lavoratori


Caso Stefana: uno dei maggiori poli industriali bresciani è a rischio, insieme al destino di oltre 700 lavoratori e delle loro famiglie.
Forza Nuova ha organizzato un incontro in sezione con dei dipendenti dell'azienda, per capire, conoscere, confrontarsi.
Obiettivo: sensibilizzare e approfondire, per non restare nell'oblio dell'indifferenza, della rassegnazione. Lontani dalle logiche perverse della lotta di classe e del liberismo sfrenato, per una visione solidale e, perchè no, neo-autarchica dell'industria pesante italiana, oggi più che mai in pericolo.

L'incontro è fissato per giovedì 15 gennaio alle ore 21.30.

giovedì 8 gennaio 2015

Brescia un'altra Parigi? Curia e Sindacati responsabili


«Sentitevi a casa vostra»: così il vescovo di Brescia si è rivolto agli stranieri in Italia, poche ore prima dell’attacco terroristico che ha causato 12 morti a Parigi.
«Riterremo la curia bresciana e chiunque promuova l’immigrazione di massa responsabili morali di eventuali attacchi terroristici di matrice islamica, che potrebbero avere luogo da un momento all’altro anche nella nostra città, brulicante di moschee e centri islamici abusivi.» Attacca in un comunicato la sezione bresciana di Forza Nuova.
Continua il movimento: «Mentre sindacati, partiti e cooperative sono troppo impegnati a stendere tappeti rossi per i “nuovi cittadini”, i militanti di Forza Nuova raccolgono in tutta la provincia generi alimentari per le nostre famiglie oppresse dalla crisi, hanno lanciato una petizione per l’assegnazione delle case popolari agli italiani e si occupano della sicurezza nei quartieri, girando la sera nelle zone maggiormente a rischio criminalità.»
«Ormai siamo in guerra: non ci aspettiamo più niente dalle istituzioni. – Conclude la nota di FN – è giunto il momento che i bresciani si uniscano in una battaglia di consapevolezza alle nostre attività, nel proprio paese o quartiere, portando il messaggio che solo dagli italiani può ripartire quello scatto di orgoglio che eviterà alla nostra città di diventare un’altra Parigi.»
Sede: Via Benedetto Croce 21 - Brescia
Tel: 333-5014927
Mail: brescia@forzanuova.info
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mercoledì 24 dicembre 2014

Lonato, Gussago, Lumezzane e Brescia, continuano le "passeggiate della sicurezza"


Continuano le nostre "Passeggiate della sicurezza" anche durante il periodo natalizio, nelle ultime due sere abbiamo percorso le vie di Lonato (nella frazione di Cominello), in Franciacorta  a Gussago, in Val Trompia eravamo a Lumezzane e infine a Brescia abbiamo battuto la zona di Villaggio Violino.
Non abbiamo nulla da nascondere e continueremo come sempre a fare politica nelle strade : per Passione, per senso del Dovere e per Rispetto a quanto promesso.

martedì 16 dicembre 2014

Quartiere Chiusure e Lumezzane: proseguono i "volantinaggi per la sicurezza" di Forza Nuova


Proseguono i “volantinaggi per la sicurezza” che Forza Nuova ha già iniziato nelle scorse settimane nel quartiere Badia, a Lumezzane, Darfo e Gussago.

Ieri sera i militanti del movimento, oltre a tornare nel comune valgobbino, hanno coperto le vie dei quartieri Chiusure e Torricella, nei quali i residenti lamentano continui furti e un’insicurezza diffusa, lasciando nelle cassette della posta i volantini per segnalare il proprio passaggio, in alcuni casi accolti con entusiasmo dai residenti.

Mentre la politica dei palazzi perde consenso e i partiti lasciano per strada elettori e tesserati, stanchi e delusi da corruzioni e malaffari, Forza Nuova, con onestà politica e coerenza, aumenta il giro dei propri sostenitori e continua a credere nella politica di strada e disinteressata.

Se i responsabili istituzionali dell’insicurezza cittadina qualche giorno fa hanno bollato l’iniziativa come propagandistica e senza seguito, la nostra presenza costante nei quartieri vuole invece dimostrare l’esatto contrario.

FORZA NUOVA BRESCIA
Sede: Via Benedetto Croce 21 - Brescia
Tel: 333-5014927
Mail: brescia@forzanuova.info

lunedì 15 dicembre 2014

A Brescia è #TEMPODICASA: quattro gazebo per le case popolari agli italiani




In un periodo in cui l’emergenza abitativa si fa sempre più stringente, le misure assistenziali create appositamente per i cittadini in difficoltà e per i periodi di crisi sono assorbite (per non dire rubate) da stranieri arrivati giusto in tempo per godere dello Stato assistenziale costruito con il lavoro degli italiani.

Le domande per gli alloggi popolari infatti, in Lombardia, arrivano per oltre il 50% da soggetti stranieri, che occupano in modo massiccio le prime posizioni delle liste d’assegnazione, mentre a Brescia il dato tocca addirittura l’80%.

Forza Nuova non può assistere passivamente a questa situazione di grave ingiustizia e dà il via in tutta la Lombardia a una raccolta firme, con l’intento di raggiungere le 5.000 sottoscrizioni, per presentare in Consiglio Regionale una modifica alla Legge Regionale n. 1/2004, affinché la cittadinanza italiana diventi il solo e unico requisito fondamentale per partecipare all’assegnazione degli alloggi popolari.

L’iniziativa #TEMPODICASA è  cominciata a Brescia sabato 13 e domenica 14 dicembre, con quattro banchetti in città e provincia (quartiere San Polo, Lumezzane, Lograto e Lonato del Garda), in totale abbiamo raggiunto 200 sottoscrizioni.


Anche nei prossimi mesi sarà possibile firmare la petizione, presso i gazebo fissi allestiti dai militanti e nelle raccolte firme itineranti che vedranno i cittadini impegnati in una battaglia sentita quanto necessaria.

FORZA NUOVA BRESCIA
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