lunedì 2 marzo 2015

Brescia, Campagna di FN verso Sindaco, Vescovo e Prefetto: "Immigrati benvenuti a casa mia!"



Brescia: nella mattinata di lunedì 2 febbraio sono comparsi in città alcuni manifesti a firma di Forza Nuova, raffiguranti le principali istituzioni bresciane, con la titolazione: “Immigrati: benvenuti a casa mia!” e gli indirizzi di Comune, Curia e Prefettura.
È questo l’attacco politico provocatorio che la sezione bresciana di Forza Nuova ha voluto rivolgere ai tre principali fautori delle politiche migratorie. Motivano così il gesto i portavoce del movimento: “I piani alti delle istituzioni favoriscono l’immigrazione incontrollata, ricavandone voti, nuovi fedeli e un business fertilissimo; gli svantaggi di una presenza straniera superiore al 20% colpiscono tuttavia il restante 99,9% della popolazione, come testimonia la recente ed ennesima violenza ai danni di una 25enne italiana avvenuta in città, di cui si è reso colpevole un 40enne straniero.”
“Ci facciamo portavoce dei cittadini bresciani, inascoltati da chi si sente sicuro nella propria Bastiglia, – Continua la nota di FN – in particolar modo delle fasce più esposte: gli italiani che si trovano a essere in minoranza nel proprio condominio o nel proprio quartiere, che vengono sorpassati nelle graduatorie di casa e asilo, o che perdono il lavoro (tra città e provincia i disoccupati sono oltre 42mila).”
Conclude il movimento: “I bresciani, accantonati quali cittadini di serie B e utili solo quando sono spremuti dal fisco, rispediscono al mittente le parole vuote di “integrazione” e “accoglienza”, invitando il primo cittadino, il prefetto e il vescovo di Brescia ad accogliere nelle proprie strutture i richiedenti asilo presenti sul territorio, clandestini o irregolari che siano. Sapranno dare l’esempio?”.

sabato 28 febbraio 2015

Lumezzane: la verità e gli errori sullo spostamento dell'automedica. Incontro pubblico con il Presidente della Croce Bianca


La sezione di Forza Nuova Lumezzane, informa che in seguito al nostro comunicato stampa del 17 Febbraio, il presidente della Croce Bianca di Lumezzane sig. Valeriano Gobbi, ha accettato il nostro invito e sara’ presente LUNEDI’ 02 MARZO alle ore 21:00 presso la nostra sezione .
Durante la serata ci sara’ quindi l’occasione di porre domande e valutarese ci sono le premesse per un fronte comune (apolitico) che provi veramente tutto per evitare lo spostamento dell’automedica a Gardone Val Trompia.
Tale decisione (da parte di AREU - Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) , in sostanza, piu’ che un disservizio risultera’ essere un vero spreco di denaro pubblico e uno schiaffo al mondo del volontariato della Croce Bianca locale.
Ricordiamo infatti che fino ad ora l’automedica era stata guidata dai volontari di Lumezzane; dal 2004 al 2014 sono stati fatti risparmiare a Spedali Civili ed Areu circa 2.000.000 € per gli autisti e 600.000 € per gli infermieri.
La serata e’ aperta al pubblico.
Forza Nuova Lumezzane

martedì 24 febbraio 2015

Si all'autostrada in Val Trompia, il vero ecologismo è altro



Forza Nuova intende ribadire la sua presa di posizione, totalmente favorevole, alla realizzazione dell’autostrada in Val Trompia, attesa dalle realtà produttive locali da oltre 30 anni.
Soprattutto in un momento altamente sfavorevole per l’economia nazionale, messa in ginocchio dalla totale mancanza di visione strategica dei vari governi che si sono susseguiti, riteniamo fondamentale la realizzazione di un’opera essenziale per il rilancio ed il supporto di tutto il comparto manifatturiero della zona, che rappresenterebbe , ne siamo convinti, un vero e proprio volano di crescita in un contesto di totale immobilismo istituzionale.
Ed è proprio a questo immobilismo del no a prescindere a cui si sono immediatamente attaccati Movimento 5 Stelle ed il resto dell’associazionismo di sinistra, da sempre refrattari al cambiamento in nome di non ben specificate battaglie ecologiste, dall’orientamento piuttosto confuso e dai risultati discutibili. Ecologia per noi sono certamente la questione rifiuti, le energie rinnovabili ed il blocco dei permessi di costruzione edilizia selvaggi, non certo il rifiuto di opere pubbliche strategiche che anzi avrebbero il merito di alleggerire traffico ed inquinamento dalle aree densamente abitate.
Per questo Forza Nuova si opporrà a pericolose prese di posizione ideologiche ostili all’economia nazionale, contestando anche in maniera diretta chi si opporrà alla realizzazione di un progetto che potrebbe risollevare le sorti di centinaia di famiglie della Val Trompia.


Enrico Salvinelli
Forza Nuova Lumezzane

mercoledì 18 febbraio 2015

Riprendiamoci la Libia! #INTERVENTISMO






Nella mattinata di mercoledì 18 febbraio sono stati esposti dai militanti di Forza Nuova alcuni striscioni Brescia, Lumezzane e Desenzano, recanti l’inequivocabile messaggio: “Riprendiamoci la Libia! #Inteventismo”.
Secondo gli esponenti del movimento, “è necessaria una presa di posizione forte, decisa e autonoma del governo italiano sulla questione libica, che ponga rimedio agli errori strategici e alla passività che hanno caratterizzato l’attacco al governo di Gheddafi nel 2011.”
Spiegano i portavoce bresciani del movimento: “Dal 2010 a oggi, l’interscambio del nostro Paese con la Libia è diminuito del 30% (una perdita complessiva di 5 miliardi di euro annui), l’afflusso di petrolio e gas è drasticamente precipitato rispettivamente del 60% e del 75%, mentre si stima che il 90% degli sbarchi clandestini sulle nostre coste parta da quelle libiche.”
“Preso atto di questi dati – continua la nota di FN – e consci delle preoccupanti prospettive economiche e sociali in caso di una conquista completa del Paese da parte delle bande terroristiche islamiche, nonché del ruolo storico che l’Italia ha rivestito e riveste nelle relazioni privilegiate con la “quarta sponda”, ci mobiliteremo in ogni modo possibile affinché l’Italia applichi l’unica soluzione possibile e doverosa: richiamare i propri reparti dagli altri scenari di guerra e riaffermare la propria presenza senza aspettare le lungaggini dell’ONU, favorendo la formazione di un governo solido di unità nazionale, garantendo la ripresa economica e arrestando la tratta degli schiavi che attualmente si riversano sull’Europa.”
“Non siamo disposti a soggiacere per l’ennesima volta a un atto di debolezza e pavidità da parte del governo – conclude il movimento – per cui annunciamo fin da subito una forte campagna di propaganda a favore dell’#interventismo.”

Ufficio Stampa Forza Nuova Brescia

domenica 8 febbraio 2015

Resoconto della Conferenza sulla situazione geopolitica siriana


                           



Ringraziamo i relatori per l'interessante analisi storico-politica di questo pomeriggio sulla situazione siriana e sui governi socialnazionali arabi come unico avamposto contro il terrorismo, in un'ottica molto diversa dal comune filtro mediatico. Un ringraziamento anche chi ha partecipato, dai più giovani ai più curiosi, fino ai più critici che hanno espresso il proprio parere.
Considerata la risposta positiva, organizzeremo nel tempo altri incontri di questo genere: per noi politica significa formazione e consapevolezza.

lunedì 2 febbraio 2015

Siria: Il socialismo nazionale arabo baluardo contro il terrorismo


Sabato 7 Febbraio, ore 16.30 - Incontro sulla situazione in Siria, dopo 3 anni di guerra: oltre i "filtri" dei media, oltre le banalizzazioni giornalistiche. Analisi del ruolo dei governi socialnazionali arabi in opposizione al radicalismo islamico, ed ai suoi sostenitori, in un contesto che coinvolge, ora più che mai, la stessa Europa.
Interverranno Paolo Rada, scrittore, e Alberto Nicoletta, collaboratore di diverse associazioni culturali e portali d'informazione.

giovedì 29 gennaio 2015

Tesseramento ‪#‎FN2015‬: LIBERI, GIOVANI, DECISI


Forza Nuova a Brescia è un gruppo di studenti e giovani lavoratori che da anni partecipa attivamente alla vita politica cittadina e provinciale, in maniera completamente autofinanziata, per pura passione e assolutamente al di fuori dalla logica dei partiti politici “di sistema”. Il nostro movimento, privo di sponsor e di padroni, vuole rappresentare una possibilità di scelta alternativa, radicale, identitaria che deve rendere conto solo ed esclusivamente ai cittadini bresciani.
Vi aspettiamo:
sabato 31 gennaio, ore 16-19
via Benedetto Croce 21, Brescia
brescia@forzanuova.info

venerdì 16 gennaio 2015

Resoconto della serata di approfondimento sull'acciaieria Stefana e la visuale a livello nazionale


L'incontro di ieri sera sulle acciaierie Stefana, svoltosi nella sede bresciana di Forza Nuova, è servito a prendere coscienza della gravissima situazione dell'azienda (quasi 700 dipendenti e centinaia di milioni di debiti), che ha fermato la produzione nei 4 stabilimenti di Nave-Ospitaletto-Montirone e avviato la pratica di "concordato preventivo con riserva" per il commissariamento.
Non solo: è stata anche l'occasione per affrontare la difficile situazione dell'industria italiana, siderurgica in particolare. Ne facciamo un piccolo sunto:
- ILVA, TARANTO: 12.000 lavoratori, 40% della produzione nazionale dell'acciaio; il governo Renzi pensa di nazionalizzarla "a tempo" per 2-3 anni, risanandone i debiti e rimettendola sul mercato, pronta per la scorpacciata di qualche azienda, magari cinese o indiana: insomma, nazionalizzazione dei debiti e privatizzazione degli utili. Ricordiamo che l'acciaieria si sviluppa nel progetto di fine anni '20 di Beneduce, con la fondazione dell'IRI, e che la cecità di SEL e della FIOM (che in loco ha perso quasi 2/3 dei tesserati) ha portato al disastro ambientale prodotto della gestione Riva, per la cui bonifica servirebbero 2 miliardi di euro.
- TERNI: è lo stabilimento più antico di Italia (sorge nel 1884), nazionalizzato negli anni '20 (Finsider, gruppo IRI), privatizzato verso la fine del secolo e acquistato dai tedeschi della ThissenKrupp, che puntano a consolidarsi in Germania e a lasciare lo stabilimento umbro al proprio destino, firmando la condanna a morte di un'intera cittadina. Ricordiamo che la Corte europea aveva a sua volta bocciato la vendita alla finlandese Outokumpu, interessata ad ampliare l'acciaieria ma bloccata dalle leggi anti-trust di Bruxelles.
- LUCCHINI, PIOMBINO: 4.000 dipendenti; come gli altri stabilimenti, prima nazionalizzata (IRI, Italsider), viene privatizzata nel '92 dalla famiglia Lucchini, passa poi ai Russi della Severstal, che (accolti a braccia aperte dal sindaco del paese alla festa dell'Unità nel 2008) proprio in quell'anno sentono i preavvisi della crisi e lasciano al suo destino lo stabilimento, poi commissariato. Compaiono come squali gli stranieri: dalla tunisina Smc, all'indiana Jindal: viene infine acquistata dal gruppo algerino Cevital.
A questa SVENDITA e decadenza su tutti i fronti della produzione siderurgica nazionale (si salva solo Trieste, con il recente acquisto da parte del gruppo Arvedi di Cremona), si aggiunge la ricaduta che le scelte geopolitiche degli ultimi anni hanno comportato. Oltre alla tassazione tra le più elevate in Europa, a una gestione sindacale fallimentare e a un sistema europeo ultra-liberale, per cui le aziende non possono usufruire di contributi pubblici, si aggiunge infatti il costo dell'ENERGIA.
Dopo la scelta italiana di rinunciare al nucleare, a causa delle sanzioni verso la Russia, il governo di Putin ha deciso di modificare il progetto del gasdotto South-Stream (che nei piani dell'allora governo Berlusconi avrebbe dovuto raggiungere l'Italia), deviandolo verso la Turchia. Nel contempo, con il voltafaccia alla Libia, il nostro governo è riuscito nell'impresa unica nella storia di bombardare il proprio primo partner commerciale, strategico soprattutto per quanto riguarda le fonti energetiche.
L'ITALIA si ritrova così ad avere un costo dell'energia altissimo; acciaierie come l'Ilva, che producono la materia prima, sono a rischio di chiusura con la spettrale conseguenza di importare materia prima dall'estero, perdendo sovranità e rimettendoci economicamente; stabilimenti come Piombino e Terni vengono svenduti e controllati da gruppi privati stranieri. Questi macro-cataclismi si abbattono su aziende medio-grandi come la Stefana di Brescia, che, oltre ai problemi interni che già possono registrare, si ritrovano fardelli di questo tipo a impedire una nuova ripresa della produzione.
Come FORZA NUOVA, consapevoli di trattare un argomento difficile e di grossa portata, proponiamo un'idea nuova di gestione delle aziende, che sia corporativa e compartecipativa, quindi né a monopolio sindacale, né completamente privato; ad esempio, l'idea tedesca per cui i lavoratori eleggono autonomamente alcuni rappresentanti, con voce in capitolo nel Consiglio di Amministrazione, andrebbe presa in seria considerazione anche qui. In una visione più generale, sosteniamo invece un'idea di autarchia e protezionismo europeo, che permetta anche ai governi di intervenire nell'economia e finanziare le proprie aziende in difficoltà, come, senza tante storie, avviene nei liberalissimi USA.
Nel caso specifico, constatato un fallimento palese e gravissimo della gestione aziendale della STEFANA, proporremmo un risanamento della fabbrica che preveda la socializzazione la compartecipazione dei lavoratori, i quali, se fossero d'accordo nella stragrande maggioranza, diventerebbero essi stessi azionisti dell'azienda, beneficiando in maniera reale degli utili e delegando a tecnici specializzati la gestione della stessa.
Niente più lotta tra "sfruttati" e "padroni", niente più privati e multinazionali straniere che giocano con la vita di centinaia o migliaia di famiglie. Utopia? Neanche troppo. Di certo, davanti a disastri economici come questi, che diventeranno inevitabilmente catastrofi sociali, non resteremo ad assistere con le mani in mano.